The Amateur Magician’s Handbook
Henry Hay · 1950

Il classico di Henry Hay del 1950: carte, monete, attrezzi, mentalismo, close-up, spettacoli per bambini e scena, con una valutazione onesta per il lettore di oggi.
The Amateur Magician’s Handbook
Pubblicato per la prima volta nel 1950, *The Amateur Magician’s Handbook* di Henry Hay è un manuale ampio e ragionato sull’arte magica. Non è una semplice raccolta di effetti. Spiega come scegliere un numero, studiare una tecnica, usare un attrezzo e costruire una presentazione adatta a una situazione reale.
Henry Hay era lo pseudonimo di June Barrows Mussey. Esistono diverse edizioni. La quarta edizione riveduta, Harper & Row 1982, ha 414 pagine; in seguito è uscita anche in brossura Signet. Le edizioni precedenti e quella britannica Faber non hanno sempre gli stessi contenuti aggiuntivi. In un annuncio usato sono quindi utili fotografie della pagina del copyright e dell’indice.
Contenuti concreti
La prima parte riguarda la magia di mano. Hay tratta carte: break, glimpse, passaggi, forzature, impalmaggi, falsi miscugli, cambi e fioriture. Seguono monete, palline da biliardo, cups and balls, palline di spugna, ditali e sigarette. Le mosse non sono presentate come esercizi astratti: vengono affiancate a effetti per chiarirne l’impiego.
La parte chiamata dall’autore “head magic” affronta localizzazioni, carte chiave, mazzi meccanici, sistemi e carte preparate. La sezione sugli attrezzi comprende sete, falso pollice, pull, corda, egg bag, effetti con liquidi, anelli cinesi e altri classici. Il capitolo sul mentalismo include materiale attribuito a Theo Annemann: billet, one-ahead, book test, domande e risposte e lavagnette.
Le edizioni tarde aggiungono close-up, spettacoli per bambini e magia da palcoscenico. Si parla di scelta degli oggetti, abbigliamento, mobili truccati e servanti, comicità, musica, pubblicità e organizzazione. La quarta edizione contiene anche il consiglio di The Amazing Randi di usare il video per analizzare il proprio lavoro.
Perché leggerlo oggi
Il pregio è l’ampiezza. Permette di mettere a confronto abilità manuale, metodi preparati, piccoli oggetti e condizioni di scena. Hay insiste su un principio utile: il metodo deve essere proporzionato all’effetto.
È inoltre una guida alle fonti, perché rimanda ad altri maghi e ad altri libri. Ha però limiti evidenti: è un testo storico, con poche immagini e descrizioni talvolta troppo concise per chi apprende una tecnica da zero. Un principiante contemporaneo dovrebbe affiancarlo a materiale video moderno.
Per collezionisti contano edizione, rilegatura, sovraccoperta, stato delle pagine e presenza delle aggiunte della quarta edizione. Per il mago resta un riferimento perché mette insieme tecnica, costruzione e presentazione.